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Il ruolo delle guide per ristoranti nell’era digitale

6 novembre 2018

Verrò, ma deve essere una cena seria. Odio le persone che prendono i pasti alla leggera.

Oscar Wilde

I criteri con cui i consumatoriselezionanoe prenotanoi ristorantisono stati rivoluzionati dall’arrivo delle guide digitali. Per gli amanti della buona cucina la scelta del ristorante rappresenta sempre un momento critico, una decisione che condizionerà l’esito della serata.

L’affermazione di siti come TripAdvisor, Google Local Guides, The Fork, etc. hanno permesso di creare delle comunità in cui ognuno è libero di esprimere il proprio giudizio in merito ai locali: così, perfetti sconosciuti, si fidano dei pareri altrui e si lasciano influenzare sulla decisione del locale; è un po’ come avere milioni di amici che ti consigliano/sconsigliano dei locali.

La ricerca quali-quantitativa condotta da tre studenti di Marketing Management dell’Università Commerciale Luigi Bocconi: Gianluca Baronchelli, Ramon Ditano e Matteo Filippini, ha lo scopo di identificare quali siano gli elementi di soddisfazionedelle principali guide digitali per ristoranti (TripAdvisor e The Fork).

La ricerca è stata condotta su un campionedi utilizzatoridi guide digitali per ristoranti e su un ristretto campionedi ristoratoriutilizzatori di tali servizi. Obiettivo finale è stato quello di indagare e sviluppare strategie che permettano di aumentareil livello di soddisfazionedi clientie ristoratori.

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PREVENZIONE E RIDUZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE

24 ottobre 2018

“Essere economi non vuol dire risparmiare di continuo, ma evitare di continuo gli sprechi.”

Leopoldo J. Arosemena

La spreco alimentare è un fenomeno ormai presente da anni e con una crescita inesorabile. Nel 2018 gli alimenti che vengono gettati ben prima di arrivare sulle nostre tavole ammontano a circa 1,3 miliardi di tonnellate, un 1/3 della produzione annua mondiale di cibo. Tale tema coinvolge diversi attori e per questo motivo la seguente ricerca si focalizzerà sull’analisi degli sprechi che avvengono durante il processo di produzione interno all’industria della grande distribuzione. Questo lavoro si pone l’obiettivo di sviluppare un modello previsionale che permetta di prevenire e ridurre gli sprechi alimentari all’interno del retail. L’innovatività di tale ricerca sta nell’utilizzo di tecniche statistiche al fine di prevenire e risolvere il problema dello spreco alimentare, fornendo allo stesso tempo uno strumento pratico e semplice da utilizzare dall’azienda in modo da ridurre gli sprechi. A tale proposito, è stato applicato un modello ARIMA ai dati di produzione di spreco del reparto panetteria del supermercato Coop di Pisa, nel periodo compreso 1/01/2015 al 31/05/2018. Tale modello sviluppato è stato calcolato per cinque prodotti diversi di tale reparto, tenendo di conto anche della possibile incidenza di possibili variabili esplicative nella produzione degli sprechi alimentari; nel caso specifico verrà esaminata così l’influenza della variabile meteorologica. Tali analisi hanno permesso di generare modelli attui a prevedere la quantità di spreco e ad adattare la produzione ad un livello ottimale in modo da ottenere così un risparmio economico rilevante. Con un possibile approfondimento di questa metodologia i risultati e benefici che di riflesso potrebbero verificarsi non riguardano solo il piano economico ma anche quello etico, ambientale, d’immagine e di reputazione dell’azienda.

CrossFit vs Palestra tradizionale

27 settembre 2018

“Typically the worlds best athletes are minimalists when it comes to their training. They work hard and fast with few exercises. They master the fundamentals and work with them for years. This is the secret that no one wants to hear.”

Greg Glassman, Founder of CrossFit

La seguente ricerca condotta da Gaetano Caiafa, Giuditta Cittone e Elena Rosati, attualmente studenti del corso di laurea specialistica di Marketing Management all’università Bocconi, indaga, attraverso le principali analisi statistiche, i trend emergenti del settore del Fitness in Italia ed identifica i principali driver di successo di palestra e CrossFit, con il fine ultimo di ideare strategie manageriali quanto più efficaci ed efficienti possibili

Caffè e capsule: Il caso Lavazza

12 settembre 2018

“Nero come il demonio, caldo come il fuoco, puro come un angelo, dolce come l’amore”

Charles Maurice de Telleyrand-Périgord

Nonostante l’Italia non produca caffè, l’espresso è uno dei simboli del nostro Paese, grazie a una secolare storia di innovazione tecnologica per la preparazione di questa bevanda. Tuttavia, l’innovazione più recente, il caffè in capsule, è stata introdotta da un’azienda Svizzera, la Nestlè.
Nel corso degli ultimi anni il consumo di caffè in capsule o cialde è cresciuto a ritmo sostenuto, ma a trarre benefici da ciò è stato principalmente il brand che ha introdotto per primo il sistema delle capsule di caffè: Nespresso. Nello stesso periodo è cresciuta l’attenzione dei consumatori verso l’ambiente e il commercio equo e solidale.
L’obiettivo della ricerca quali-quantitativa condotta da Flaminia Lentini, Thomas Lizzi e Diletta Schito, è quello di analizzare a fondo il mercato del caffè per comprendere come un’azienda italiana come Lavazza possa sfruttare i trend emergenti al fine di conquistare una posizione di leader anche nel mercato delle capsule.
Attraverso le analisi si è individuato un posizionamento lasciato scoperto dai principali brand sul mercato, con dei segmenti di consumatori interessanti ma non ancora ben serviti. È stato quindi elaborato un prodotto con le relative indicazioni per il lancio per andare a coprire questo vuoto d’offerta.

Lo scooter ideale per i giovani

31 agosto 2018

“Quattro ruote portano il corpo. Due ruote portano l’anima”

Se a 14 anni il motorino è una moda da seguire, quando si ha tra i 18 e i 24 anni, quando si diventa ufficialmente adulti, le cose cambiano.

La ricerca quali-quantitativa, condotta da tre studenti del corso di Marketing Management dell’Università Bocconi, Leonardo D’Achille, Paolo Guasconi e Claudio Portoghese, vuole, in primis capire i driver di scelta e le esigenze dei ragazzi (18-24 anni) quando si parla di scooter per poi determinare eventuali strategie di lancio di un nuovo scooter che Yamaha Motor potrebbe adottare per competere nel mercato italiano delle due ruote e sottrarre preziose quote di mercato ai principali competitor: Honda e Piaggio.

Il cinema del futuro: c’è una risposta al fenomeno dello streaming?

20 luglio 2018

Oggi i film si vedono anche su cellulari, lo so, e la tecnologia continuerà a evolversi. Io però sono convinto che la sala esisterà ancora, perché la gente ha bisogno di stare insieme, condividendone la stessa esperienza e traendone energia per andare avanti.

Robert Redford

L’epoca del digitale nella quale viviamo, dove ciascuno di noi è costantemente connesso, influenza inevitabilmente molti aspetti della nostra vita quotidiana: le abitudini cambiano, i ritmi accelerano, abbiamo a disposizioni infinite informazioni e la possibilità di accedere a ogni contenuto. In questo contesto la sala cinematografica si trova a dover fare i conti con tutti questi aspetti, domandandosi se con le sue attuali caratteristiche possa sopravvivere, o se dovrà lasciare il posto allo streaming, diventato, negli ultimi anni, nemico per eccellenza del cinema. Tre studenti di Marketing Management dell’Università Bocconi, Marta Franelli, Andrea Francesco Monti e Martina Vanotti, hanno cercato di rispondere a queste domande; il principale obiettivo prefissato è quindi stato quello di scoprire se e in che modo il cinema potrà sopravvivere. Questo obiettivo è stato perseguito attraverso ricerche desk, per comprendere al meglio la situazione del cinema e dello streaming, ricerche qualitative, per indagare le percezioni dei consumatori con riguardo alla loro esperienza e una ricerca quantitativa, che attraverso analisi statistiche ha permesso di comprendere a fondo tutto ciò che ruota attorno all’esperienza-cinema degli intervistati, ricavandone dati interessanti che hanno costituito la base e il supporto per una serie di interventi di miglioramento proposti.

 

Centri wellness: come attrarre i giovani

19 luglio 2018

“Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.”

Jim Rohn

L’obiettivo di questo lavoro è di comprendere per quali ragioni i Millennials non sono propensi a recarsi nei centri benessere e in che modo si possa incrementare il loro coinvolgimento verso questo tipo di attività.

Al giorno d’oggi i modi in cui si può passare il proprio tempo libero sono i più disparati e il ventaglio di attività tra cui scegliere è sempre più ampio. I giovani vogliono passare del tempo insieme e dedicarsi al relax, tuttavia, esistono dei freni che non li spingono a frequentare i centri benessere: costi, bias, lontananza, affollamento.

La ricerca condotta da tre studenti di Marketing Management dell’Università Bocconi, Martina Cugliari, Alberto Gualeni e Stefano Mangini, si è focalizzata sull’analisi dei Millennials tramite una prima ricerca qualitativa e una successiva ricerca quantitativa. Queste ricerche hanno permesso di suddividere i rispondenti in cluster, in base ad esigenze e interessi simili, per rendere possibile l’attuazione di una strategia volta ad attrarre tali gruppi di consumatori nei centri Wellness.

Il cuore della strategia consiste nella creazione di piccoli centri benessere in grado di rispondere in modo più accurato alle esigenze dei singoli, riducendo la confusione interna ai centri e costruendo loyalty.