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CASEVACANZA.IT E HOMEAWAY CONTRO I COLOSSI DELLE PRENOTAZIONI ONLINE

2 settembre 2019

“E’ sorprendente come le persone trascorrano più tempo a pianificare la loro prossima vacanza che il loro futuro.”

Patricia Fripp

Piattaforme di prenotazione di alloggi: Imparare dai colossi per ritagliarsi una fetta di mercato

Il crescente fenomeno di digitalizzazione e la fiducia da parte degli italiani nei canali online ha avuto una forte incidenza anche nell’ambito delle prenotazioni di alloggi. Oltre al potenziamento dei siti web da parte delle strutture stesse, il trend è verso lo sviluppo di intermediari online che permettono una comparazione immediata di diverse strutture.

Il mercato delle prenotazioni di alloggi online risulta chiaramente dominato da piattaforme come Booking.com e Airbnb. Il successo di quest’ultima ha portato allo sviluppo, accanto agli hotel, del segmento di appartamenti e case per affitti brevi. Sull’ondata del successo di Airbnb il mercato italiano delle prenotazioni di alloggi online è perciò oggi caratterizzato da un crescente numero di player (Tripadvisor, Google, HomeAway, Trivago, Kayak..).

La seguente ricerca condotta da Alessia Castoro, Donatella Cestone e Monica Rapino, studentesse del corso di laurea magistrale in Marketing Management presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi, ha l’obiettivo di comprendere come HomeAway e CaseVacanza, attualmente poco conosciute e utilizzate, possano ritagliarsi una propria fetta di mercato analizzando i trend della domanda e imparando dalle best practices dei grandi colossi.

L’analisi è stata condotta nel mercato italiano su un campione composto da individui di età compresa tra i 18 e i 30 anni e i risultati dello studio hanno consentito di sviluppare strategie concrete per raggiungere gli obiettivi di ricerca.

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DIRITTI SERIE A 2018: L’OFFERTA DI INTRATTENIMENTO IDEALE NEL NUOVO SCENARIO COMPETITIVO

26 agosto 2019

“Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del «goal». Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica.”
(Pier Paolo Pasolini)

Gli stravolgimenti tecnologici apportati da internet nel mondo dell’entertainment, i recenti mutamenti nello scenario competitivo italiano dei diritti di Serie A, ma soprattutto la loro grandissima passione per il calcio hanno spinto Alessandro Albanese, Marco Caruso e Gabriele Crocione, tre studenti del Master of Science in Marketing Management dell’Università Commerciale Luigi Bocconi, a condurre questa interessante ricerca nell’ambito del corso di Market Research. Gli autori sono stati capaci di immedesimarsi in una realtà aziendale simil Dazn ed hanno utilizzato, in concerto multidisciplinare, tutti gli strumenti forniti loro per riuscire a definire quella che potesse essere un’offerta di intrattenimento calcistico vincente, in grado di poter competere con i grandi colossi dell’entertainment sportivo italiano.

Per fare ciò, il team si è avvalso dei metodi di ricerca qualitativa (focus group e tecniche proiettive) e quantitativa (segmentazione classica, individuazione driver soddisfazione, Conjoint Analysis per lancio di un nuovo prodotto), applicati su un campione di Millennials italiani che seguono la Serie A. Dati i recenti trend positivi di sostenitori del calcio femminile, confermati dal grande successo del WWC di Francia 2019, i tre studenti hanno voluto includere nella ricerca la componente femminile, ritenendola essenziale per il successo dell’iniziativa.

Al termine della ricerca una consapevolezza matura chiaramente nei tre giovani studenti: per poter competere efficacemente con gli operatori storici del mercato è necessario proporre un’offerta in grado di lavorar bene e meglio sui contenuti extra ludici ed interattivi i quali, per loro natura, sono molto meno costosi dell’aggiudicarsi grande quantità di partite in sede d’asta per i diritti tv. L’offerta possiede pertanto come presupposto fondamentale il concetto “qualità è meglio di quantità”. Quello che quindi è di seguito proposto è un pacchetto calcistico smart, divertente, coinvolgente e cavalcante i trend di coloro che il calcio lo seguono anche per altre ragioni accessorie, fra le quali il Fantacalcio, cultura calcistica, e via discorrendo.

Di seguito si riporta un estratto della summenzionata ricerca.

McDonald’s e i Fast Food in Italia

10 luglio 2019

“Se la gente dovesse scegliere tra la libertà e i sandwiches, sceglierebbe i sandwiches.”

JOHN BOYD ORR

La crescita esponenziale del numero di ristoranti Fast Food avvenuta negli ultimi anni nel nostro paese evidenzia un cambiamento radicale nelle abitudini alimentari dei più giovani.

Dopo l’arrivo del colosso americano McDonald’s nel lontano 1985, oggi il mercato italiano dei Fast Food è caratterizzato da un crescente numero di player (tra cui Burger King, KFC e Five Guys) e da un costante incremento in termini di fatturato.

La seguente ricerca, condotta da Adenti Nicoló, Gualtieri Verdiana e Mastrandrea Antonio, studenti del corso di laurea magistrale in Marketing Management presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi, ha l’obiettivo di comprendere le percezioni dei Millennials in riferimento a questa tipologia di ristorazione oltre a ricercare originali strategie di marketing attuabili da McDonald’s per consolidare la propria leadership nel mercato.

L’analisi è stata condotta su un campione composto da soggetti con un’età compresa tra 18 e 35 anni (Millennials) ed attualmente residenti nelle regioni del Nord Italia.

Obiettivo secondario della ricerca, in linea con il crescente trend vegano degli ultimi anni, è stato quello di testare le reazioni del target considerato in riferimento ad un’eventuale introduzione di un’offerta vegana da parte di McDonald’s.

HOVERBOARD: Futuro della personal mobility oppure giocattolo per puro divertimento?

12 giugno 2019

Si sente la necessità assoluta di muoversi. E soprattutto di muoversi in una direzione particolare. Una doppia necessità: muoversi e sapere in che direzione.

David Herbert Lawrence

A metà fra il ludico e il mezzo di trasporto […]” (Marco)

Questa è forse la dichiarazione più rappresentativa riguardante la definizione dell’hoverboard. Esso infatti viene visto sia come passatempo sia come veicolo per facilitare lo spostamento. In campo normativo, la stessa legge non individua specificatemene il suo ambito di utilizzo fornendo ulteriore prova della complessità ad inquadrare e percepire l’hoverboard. Al contempo, l’hoverboard rappresenta una nicchia da circa 3 miliardi di dollari nel mondo con tassi di crescita vicini al 40% (estremamente interessante).

La seguente ricerca, condotta da tre studenti di Marketing Management dell’Università Commerciale Luigi Bocconi, Anita Fava, Beatrice Sampietro e Marcos Trojan, ha lo scopo di comprendere come l’hoverboard venga definito e inquadrato dai consumatori e, in particolare, indicare se esso venga visto come un giocattolo oppure come futuro della personal mobility.

La ricerca è stata condotta su un campione di intervistati composto da uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che effettuano spostamenti su strada, per comprendere e individuare le ragioni di utilizzo dei mezzi di spostamento e riuscire a delineare le caratteristiche essenziali per meglio definire l’hoverboard nella mente di questo target di consumatori.

Attraverso questa analisi è stato possibile, inoltre, definire le proprietà dell’hoverboard ideale e le relative strategie di marketing che meglio ottimizzano il lancio del prodotto sul mercato.

Adaptive Choice-Based Conjoint Analysis vs Full Profile Conjoint Analysis

31 dicembre 2018

“There is only one boss. The customer. And he can fire everybody in the company from the chairman on down, simply by spending his money somewhere else.”

Sam Walton

Per distinguersi nel contesto competitivo è cruciale per un’azienda conoscere, sapersi adeguare e allo stesso tempo soddisfare le esigenze dei propri consumatori attuali e potenziali. La comprensione del comportamento del consumatore diventa così un presupposto necessario per creare un prodotto che rientri nelle preferenze dei clienti a cui l’azienda intende rivolgersi. La proliferazione di metodologie di conjoint analysis per lo studio del consumatore, stimolata dalla sempre più intensa concorrenza sul mercato, ha portato alla sovrabbondanza di tecniche disponibili – e talvolta anche grandemente sovrapponibili – volte al medesimo scopo. Il fine del presente lavoro di ricerca è quello di confrontare empiricamente la versione originale di analisi congiunta – la Full Profile – con la versione più recente – la Adaptive Choice-Based Conjoint Analysis – in modo da individuarne e valutarne nella pratica similitudini e differenze. Il confronto è avvenuto nel contesto del Country of Origin Effect, nello specifico in merito al valore percepito della Country of Brand svedese di IKEA.

Il ruolo delle guide per ristoranti nell’era digitale

6 novembre 2018

Verrò, ma deve essere una cena seria. Odio le persone che prendono i pasti alla leggera.

Oscar Wilde

I criteri con cui i consumatoriselezionanoe prenotanoi ristorantisono stati rivoluzionati dall’arrivo delle guide digitali. Per gli amanti della buona cucina la scelta del ristorante rappresenta sempre un momento critico, una decisione che condizionerà l’esito della serata.

L’affermazione di siti come TripAdvisor, Google Local Guides, The Fork, etc. hanno permesso di creare delle comunità in cui ognuno è libero di esprimere il proprio giudizio in merito ai locali: così, perfetti sconosciuti, si fidano dei pareri altrui e si lasciano influenzare sulla decisione del locale; è un po’ come avere milioni di amici che ti consigliano/sconsigliano dei locali.

La ricerca quali-quantitativa condotta da tre studenti di Marketing Management dell’Università Commerciale Luigi Bocconi: Gianluca Baronchelli, Ramon Ditano e Matteo Filippini, ha lo scopo di identificare quali siano gli elementi di soddisfazionedelle principali guide digitali per ristoranti (TripAdvisor e The Fork).

La ricerca è stata condotta su un campionedi utilizzatoridi guide digitali per ristoranti e su un ristretto campionedi ristoratoriutilizzatori di tali servizi. Obiettivo finale è stato quello di indagare e sviluppare strategie che permettano di aumentareil livello di soddisfazionedi clientie ristoratori.

PREVENZIONE E RIDUZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE

24 ottobre 2018

“Essere economi non vuol dire risparmiare di continuo, ma evitare di continuo gli sprechi.”

Leopoldo J. Arosemena

La spreco alimentare è un fenomeno ormai presente da anni e con una crescita inesorabile. Nel 2018 gli alimenti che vengono gettati ben prima di arrivare sulle nostre tavole ammontano a circa 1,3 miliardi di tonnellate, un 1/3 della produzione annua mondiale di cibo. Tale tema coinvolge diversi attori e per questo motivo la seguente ricerca si focalizzerà sull’analisi degli sprechi che avvengono durante il processo di produzione interno all’industria della grande distribuzione. Questo lavoro si pone l’obiettivo di sviluppare un modello previsionale che permetta di prevenire e ridurre gli sprechi alimentari all’interno del retail. L’innovatività di tale ricerca sta nell’utilizzo di tecniche statistiche al fine di prevenire e risolvere il problema dello spreco alimentare, fornendo allo stesso tempo uno strumento pratico e semplice da utilizzare dall’azienda in modo da ridurre gli sprechi. A tale proposito, è stato applicato un modello ARIMA ai dati di produzione di spreco del reparto panetteria del supermercato Coop di Pisa, nel periodo compreso 1/01/2015 al 31/05/2018. Tale modello sviluppato è stato calcolato per cinque prodotti diversi di tale reparto, tenendo di conto anche della possibile incidenza di possibili variabili esplicative nella produzione degli sprechi alimentari; nel caso specifico verrà esaminata così l’influenza della variabile meteorologica. Tali analisi hanno permesso di generare modelli attui a prevedere la quantità di spreco e ad adattare la produzione ad un livello ottimale in modo da ottenere così un risparmio economico rilevante. Con un possibile approfondimento di questa metodologia i risultati e benefici che di riflesso potrebbero verificarsi non riguardano solo il piano economico ma anche quello etico, ambientale, d’immagine e di reputazione dell’azienda.