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Il futuro delle agende cartacee in un mondo digitale

27 agosto 2017

«…La scrittura per me è un tentativo disperato di preservare la memoria. I ricordi, nel tempo, strappano dentro di noi l’abito della nostra personalità, e rischiamo di rimanere laceri, scoperti» 

(Isabel Allende)

Per quanto il mondo si stia progressivamente digitalizzando, un sostanziale numero di giovani under-30, utilizza ancora supporti cartacei per la pianificazione della propria giornata. L’obiettivo della ricerca è stato infatti quello di individuare un futuro per i supporti cartacei come appunto le agende.
L’analisi si è voluta concentrare in particolare su un target giovanile, andando a comprendere quali siano le caratteristiche dei giovani riguardo il loro modo di utilizzare le agende o i devices tecnologici per memorizzare ed organizzare i propri impegni quotidiani. Dopo aver indagato quali siano le preferenze sui possibili attributi delle agende, si è riusciti ad identificare quattro cluster di clienti, che potessero rappresentare quattro diverse tipologie di utilizzatori di agende.
Successivamente l’indagine riguardo la percezione del brand Moleskine da parte dei consumatori, ed il suo confronto con i brand competitor, ha portato ad inaspettati riscontri come la consapevolezza che alcune caratteristiche quali la leggerezza o la possibilità di ricaricare i fogli interni, abbiano una maggior importanza percepita rispetto al brand.

Con l’obiettivo di togliere quote di mercato ai competitor nel mercato femminile e penetrare in quello maschile (più sensibile alla digitalizzazione), sono stati proposti due profili di offerta. Ciò che li differenzia è la possibilità di scrivervi anche con la Smartpen, un device già lanciato da Moleskine, che al momento non risulta ancora molto conosciuto in Italia ma che la nostra analisi conferma vincente da un punto di vista di concept.

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Gaming: What do consumers desire from FIFA 18?

10 luglio 2017

“È più facile amare un brand quando il tuo brand ti ricambia.”

Seth Godin

I videogiochi sono ormai considerati non più un semplice passatempo per adolescenti annoiati, ma grazie al livello di sofisticatezza tecnica hanno raggiunto un livello di bellezza tale da essere considerati l’ottava arte. Ci sono e ci sono stati videogiochi che grazie alla loro capacità di essere avvincenti e appassionanti non solo sono ricordati nell’immaginario collettivo ma hanno fatto viaggiare con la fantasia milioni di persone nel mondo, proprio come un romanzo avvincente.

Alcuni videogiochi hanno saputo ispirare film (Assassin’s Creed) e altri sono diventati un pilastro di cultura pop (Final Fantasy e Super Mario).

I videogiochi hanno raggiunto ormai una dignità tale da essere considerati una forma di entertainment, come la televisione ed il cinema.

I videogames di simulazione calcistica rappresentano un importante veicolo per soddisfare singolarmente ed in compagnia la passione per il calcio, al pari di guardare una partita in diretta o giocare al campetto con gli amici. Ogni anno si rinnova la sfida fra FIFA e PES per il controllo del mercato. FIFA gode da diversi anni di una leadership assoluta, ma PES non molla provando ad aumentare la propria offerta di valore.

La ricerca sviluppata da tre studenti di marketing: Francesco Tuscolano, Matteo Fusaro, Fabio Priviero, si propone di indagare su quali fattori di soddisfazione deve agire EA SPORT per difendersi da KONAMI e mantenere la propria clientela stabile e soprattutto fidelizzata. Siccome l’obiettivo della ricerca è quello di sviluppare idee per le innovazioni incrementali, il target di riferimento sono stati gli opinion leader: i clienti più fedeli ed appassionati al brand.

The usage of subliminal messages in advertising: an empirical investigation about their efficacy

6 giugno 2017

“I saw a subliminal advertising executive, but only for a second.”

Steven Wright

Secondo un articolo del “The Guardian”, tutti siamo esposti a 3500 messaggi pubblicitari al giorno. Tuttavia, il 99% di questi non ha impatto e non vengono ricordati. Solo alcune pubblicità riescono a catturare l’attenzione del consumatore e ancora meno inducono lo stesso a comprare il prodotto pubblicizzato. Per questo, le agenzie pubblicitarie devono adottare una serie di tecniche per rendere la pubblicità memorabile. Tra queste tecniche, l’inclusione di messaggi subliminali è ancora oggi una delle più utilizzate.

Nonostante la vasta letteratura sull’argomento, i diversi studi sull’efficacia dei messaggi subliminali hanno prodotto risultati contrastanti e tutt’oggi la scienza non è in grado di dire se questi particolari messaggi siano efficaci o meno.

L’obiettivo di questa analisi è investigare se i messaggi subliminali possono avere un effetto sulle valutazioni di una pubblicità, sul brand, sull’intenzione all’acquisto e sulla willingness-to-pay. L’esperimento è stato condotto su due pubblicità, una di un gin e una di un cheeseburger. Per ogni pubblicità, sono state create due versioni, una con messaggio subliminale sessuale e una senza alcun messaggio subliminale. La differenza nelle valutazioni delle due versioni della stessa pubblicità ha rivelato l’efficacia o meno dei messaggi subliminali.

I risultati ottenuti dimostrano che la presenza di messaggi subliminali fa percepire la pubblicità come più memorabile. La significatività di altre variabili utilizzate nello studio cambia a seconda della categoria di prodotto.

La conclusione a cui è giunto questo studio è che i messaggi subliminali sessuali hanno efficacia a seconda della categoria di prodotto pubblicizzato ed è su questa relazione che dovranno indagare gli studi futuri.

Il Social Customer Service in Italia: contesto attuale e analisi empirica sui consumatori

15 maggio 2017

“I clienti ci saranno fedeli fino al momento in cui un concorrente offrirà un servizio migliore”

Jeff Bezos

In un mondo in cui la tecnologia si è perfettamente radicata nella quotidianità e la connessione ad Internet è sempre più rapida ed estesa, le imprese non si lasciano scappare l’occasione di sfruttare tutto questo per essere ancora più vicine ai propri clienti effettivi e potenziali. Si sviluppa quindi l’esigenza di supportare i consumatori anche attraverso i social network, offrendo il cosiddetto social customer service: l’obiettivo è quello di garantire un ulteriore punto di contatto a tutte quelle persone orientate a queste piattaforme oramai largamente affermate.

 

Qual è il contesto attuale in Italia? Quali sono le strategie adottate delle imprese? Cosa pensano i consumatori di questo servizio? Per rispondere a queste domande, Nicolò Bonazzi ha condotto uno studio empirico composto da un’analisi qualitativa e un’analisi quantitativa, analizzando come target la Generazione Y, gruppo di individui orientati alla tecnologia che sta trainando verso il digitale tutte le altre generazioni.

 

Lo studio è composto da un’analisi del comportamento degli individui nell’interazione con le aziende sui social network. Si passa poi attraverso esperimenti condotti contattando i canali social di alcune imprese, concludendo con alcune interviste singole in profondità. Lo studio termina con un questionario volto ad ottenere risultati statisticamente significativi e analizzare più nel dettaglio l’importanza e la soddisfazione relative al servizio. In conclusione vengono stilate alcune implicazioni manageriali che illustrano in che modo le imprese possono introdurre o migliorare il proprio social customer service.

Price assessment of discontinuous innovations: an empirical analysis on CucinaBarilla launch

27 marzo 2017

“Tu non vendi ciò che dici di vendere. Vendi quello che chi compra pensa di ricavare dal tuo prodotto”

(John Jantsch)

E se qualcuno cucinasse al posto tuo? CucinaBarilla, lanciato nel 2015 da Barilla in partnership con Whirlpool si promette di fornire una risposta a questa domanda. La ricerca qui condotta permette di capire al meglio i motivi del cambio di strategia di Barilla nei confronti del prodotto in oggetto. Ad ottobre 2016, ad un anno dal primo lancio del prodotto, l’azienda di Parma ha deciso di rivedere completamente il business model associato a CucinaBarilla. Grazie alle tecniche di analisi applicate da Giacomo Casini in questa ricerca è emerso che comunicazione e prezzo sono state le variabili chiave nel determinare gli iniziali risultati del prodotto, nonché gli elementi su cui è stato basato il conseguente cambio strategico.

Internet TV

1 febbraio 2017

“Human entertainment will have moved on to something new. Then the ultimate challenge for us is, can we figure out what that new form of entertainment is?”

Reed Hastings

LO STUDIO DELL’OFFERTA DELL’INTERNET TV E LA CREAZIONE DI PROFILI ORIENTATI AL CONSUMATORE TRAMITE L’UTILIZZO DELLA ADAPTIVE CHOICE BASED CONJOINT 

 

Con la continua evoluzione di internet e con il cambiamento del comportamento dei consumatori, assume sempre più importanza l’utilizzo della rete per la visualizzazione dei contenuti tipicamente televisivi, come film, serie tv e altri show.

Ricerche di alcune società come Cisco, Ericsson e GFK dimostrano, infatti, come l’80% del traffico internet sia costituito da video e ci sia la tendenza di guardare contenuti anche in mobilità e senza dover attendere l’orario di trasmissione definito dall’emittente, superando il significato tradizionale di televisione lineare.

 

L’analisi di Andrea Ruto si è focalizzata sul segmento TVOD (Transaction Video On Demand) e con target i Millenials. Dopo aver indagato le preferenze con delle interviste in profondità, si è somministrato un questionario a utilizzatori e non utilizzatori per studiare l’importanza e la soddisfazione circa le caratteristiche attualmente presenti e per raccogliere dati con lo scopo di creare diversi profili di offerta sia per i player già presenti sul mercato, sia per un potenziale nuovo entrante.

 

È stato quindi possibile presentare i risultati ad alcuni manager di società operanti nel mercato per discutere anche delle raccomandazioni emerse dalla ricerca.

TASTING A NAME: THE IMPACT OF FLAVOR NAMES ON ICE CREAM EVALUATIONS, AN IN-STORE EXPERIMENT AT RIVARENO

17 gennaio 2017

“If it sounds good and it feels good, then IT IS good!”

Duke Ellington

 Che impatto ha il nome del gusto del gelato sulle valutazioni sensoriali? E sulle vendite?

Il gelato artigianale è un prodotto made in Italy, riconosciuto nel mondo intero per la sua gustosità e racchiude al suo interno una lunga storia fatta di sapere artigianale, tradizione e passione. Sebbene la letteratura esistente tratti di teorie e studi riguardo il comportamento dei consumatori legati al cibo, essa manca di prove circa l’impatto che i nomi del gusto del gelato hanno sulle valutazioni post-consumo dello stesso. Francesca Pelizzola, con la sua ricerca empirica, ha voluto colmare il gap presente in letteratura analizzando più nel dettaglio alcuni comportamenti del consumatore scaturiti dal naming del gelato. L’esperimento è stato condotto presso RivaReno, nota gelateria artigianale italiana, ed  è consistito nella manipolazione del nome utilizzato nelle etichette dei gelati e nella somministrazione di questionari alla clientela per testare la variazione nelle valutazioni post consumo. Ciò ha permesso di ottenere evidenze statistiche che confermano le cinque ipotesi di ricerca formulate, dimostrando statisticamente che “dare un nome descrittivo al gusto di un gelato permette di migliorare le valutazioni sensoriali e la soddisfazione del cliente, nonché di aumentare le vendite”. Grazie a questa ricerca è stato dunque possibile formulare alcuni suggerimenti per i manager operanti nel settore del gelato artigianale, al fine di massimizzare la percezione di qualità e le vendite dei loro prodotti, nonché la soddisfazione dei loro clienti, facendo leva sulla variabile ‘nome’.