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McDonald’s e i Fast Food in Italia

10 luglio 2019

“Se la gente dovesse scegliere tra la libertà e i sandwiches, sceglierebbe i sandwiches.”

JOHN BOYD ORR

La crescita esponenziale del numero di ristoranti Fast Food avvenuta negli ultimi anni nel nostro paese evidenzia un cambiamento radicale nelle abitudini alimentari dei più giovani.

Dopo l’arrivo del colosso americano McDonald’s nel lontano 1985, oggi il mercato italiano dei Fast Food è caratterizzato da un crescente numero di player (tra cui Burger King, KFC e Five Guys) e da un costante incremento in termini di fatturato.

La seguente ricerca, condotta da Adenti Nicoló, Gualtieri Verdiana e Mastrandrea Antonio, studenti del corso di laurea magistrale in Marketing Management presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi, ha l’obiettivo di comprendere le percezioni dei Millennials in riferimento a questa tipologia di ristorazione oltre a ricercare originali strategie di marketing attuabili da McDonald’s per consolidare la propria leadership nel mercato.

L’analisi è stata condotta su un campione composto da soggetti con un’età compresa tra 18 e 35 anni (Millennials) ed attualmente residenti nelle regioni del Nord Italia.

Obiettivo secondario della ricerca, in linea con il crescente trend vegano degli ultimi anni, è stato quello di testare le reazioni del target considerato in riferimento ad un’eventuale introduzione di un’offerta vegana da parte di McDonald’s.

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HOVERBOARD: Futuro della personal mobility oppure giocattolo per puro divertimento?

12 giugno 2019

Si sente la necessità assoluta di muoversi. E soprattutto di muoversi in una direzione particolare. Una doppia necessità: muoversi e sapere in che direzione.

David Herbert Lawrence

A metà fra il ludico e il mezzo di trasporto […]” (Marco)

Questa è forse la dichiarazione più rappresentativa riguardante la definizione dell’hoverboard. Esso infatti viene visto sia come passatempo sia come veicolo per facilitare lo spostamento. In campo normativo, la stessa legge non individua specificatemene il suo ambito di utilizzo fornendo ulteriore prova della complessità ad inquadrare e percepire l’hoverboard. Al contempo, l’hoverboard rappresenta una nicchia da circa 3 miliardi di dollari nel mondo con tassi di crescita vicini al 40% (estremamente interessante).

La seguente ricerca, condotta da tre studenti di Marketing Management dell’Università Commerciale Luigi Bocconi, Anita Fava, Beatrice Sampietro e Marcos Trojan, ha lo scopo di comprendere come l’hoverboard venga definito e inquadrato dai consumatori e, in particolare, indicare se esso venga visto come un giocattolo oppure come futuro della personal mobility.

La ricerca è stata condotta su un campione di intervistati composto da uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che effettuano spostamenti su strada, per comprendere e individuare le ragioni di utilizzo dei mezzi di spostamento e riuscire a delineare le caratteristiche essenziali per meglio definire l’hoverboard nella mente di questo target di consumatori.

Attraverso questa analisi è stato possibile, inoltre, definire le proprietà dell’hoverboard ideale e le relative strategie di marketing che meglio ottimizzano il lancio del prodotto sul mercato.

Adaptive Choice-Based Conjoint Analysis vs Full Profile Conjoint Analysis

31 dicembre 2018

“There is only one boss. The customer. And he can fire everybody in the company from the chairman on down, simply by spending his money somewhere else.”

Sam Walton

Per distinguersi nel contesto competitivo è cruciale per un’azienda conoscere, sapersi adeguare e allo stesso tempo soddisfare le esigenze dei propri consumatori attuali e potenziali. La comprensione del comportamento del consumatore diventa così un presupposto necessario per creare un prodotto che rientri nelle preferenze dei clienti a cui l’azienda intende rivolgersi. La proliferazione di metodologie di conjoint analysis per lo studio del consumatore, stimolata dalla sempre più intensa concorrenza sul mercato, ha portato alla sovrabbondanza di tecniche disponibili – e talvolta anche grandemente sovrapponibili – volte al medesimo scopo. Il fine del presente lavoro di ricerca è quello di confrontare empiricamente la versione originale di analisi congiunta – la Full Profile – con la versione più recente – la Adaptive Choice-Based Conjoint Analysis – in modo da individuarne e valutarne nella pratica similitudini e differenze. Il confronto è avvenuto nel contesto del Country of Origin Effect, nello specifico in merito al valore percepito della Country of Brand svedese di IKEA.

Il ruolo delle guide per ristoranti nell’era digitale

6 novembre 2018

Verrò, ma deve essere una cena seria. Odio le persone che prendono i pasti alla leggera.

Oscar Wilde

I criteri con cui i consumatoriselezionanoe prenotanoi ristorantisono stati rivoluzionati dall’arrivo delle guide digitali. Per gli amanti della buona cucina la scelta del ristorante rappresenta sempre un momento critico, una decisione che condizionerà l’esito della serata.

L’affermazione di siti come TripAdvisor, Google Local Guides, The Fork, etc. hanno permesso di creare delle comunità in cui ognuno è libero di esprimere il proprio giudizio in merito ai locali: così, perfetti sconosciuti, si fidano dei pareri altrui e si lasciano influenzare sulla decisione del locale; è un po’ come avere milioni di amici che ti consigliano/sconsigliano dei locali.

La ricerca quali-quantitativa condotta da tre studenti di Marketing Management dell’Università Commerciale Luigi Bocconi: Gianluca Baronchelli, Ramon Ditano e Matteo Filippini, ha lo scopo di identificare quali siano gli elementi di soddisfazionedelle principali guide digitali per ristoranti (TripAdvisor e The Fork).

La ricerca è stata condotta su un campionedi utilizzatoridi guide digitali per ristoranti e su un ristretto campionedi ristoratoriutilizzatori di tali servizi. Obiettivo finale è stato quello di indagare e sviluppare strategie che permettano di aumentareil livello di soddisfazionedi clientie ristoratori.

PREVENZIONE E RIDUZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE

24 ottobre 2018

“Essere economi non vuol dire risparmiare di continuo, ma evitare di continuo gli sprechi.”

Leopoldo J. Arosemena

La spreco alimentare è un fenomeno ormai presente da anni e con una crescita inesorabile. Nel 2018 gli alimenti che vengono gettati ben prima di arrivare sulle nostre tavole ammontano a circa 1,3 miliardi di tonnellate, un 1/3 della produzione annua mondiale di cibo. Tale tema coinvolge diversi attori e per questo motivo la seguente ricerca si focalizzerà sull’analisi degli sprechi che avvengono durante il processo di produzione interno all’industria della grande distribuzione. Questo lavoro si pone l’obiettivo di sviluppare un modello previsionale che permetta di prevenire e ridurre gli sprechi alimentari all’interno del retail. L’innovatività di tale ricerca sta nell’utilizzo di tecniche statistiche al fine di prevenire e risolvere il problema dello spreco alimentare, fornendo allo stesso tempo uno strumento pratico e semplice da utilizzare dall’azienda in modo da ridurre gli sprechi. A tale proposito, è stato applicato un modello ARIMA ai dati di produzione di spreco del reparto panetteria del supermercato Coop di Pisa, nel periodo compreso 1/01/2015 al 31/05/2018. Tale modello sviluppato è stato calcolato per cinque prodotti diversi di tale reparto, tenendo di conto anche della possibile incidenza di possibili variabili esplicative nella produzione degli sprechi alimentari; nel caso specifico verrà esaminata così l’influenza della variabile meteorologica. Tali analisi hanno permesso di generare modelli attui a prevedere la quantità di spreco e ad adattare la produzione ad un livello ottimale in modo da ottenere così un risparmio economico rilevante. Con un possibile approfondimento di questa metodologia i risultati e benefici che di riflesso potrebbero verificarsi non riguardano solo il piano economico ma anche quello etico, ambientale, d’immagine e di reputazione dell’azienda.

CrossFit vs Palestra tradizionale

27 settembre 2018

“Typically the worlds best athletes are minimalists when it comes to their training. They work hard and fast with few exercises. They master the fundamentals and work with them for years. This is the secret that no one wants to hear.”

Greg Glassman, Founder of CrossFit

La seguente ricerca condotta da Gaetano Caiafa, Giuditta Cittone e Elena Rosati, attualmente studenti del corso di laurea specialistica di Marketing Management all’università Bocconi, indaga, attraverso le principali analisi statistiche, i trend emergenti del settore del Fitness in Italia ed identifica i principali driver di successo di palestra e CrossFit, con il fine ultimo di ideare strategie manageriali quanto più efficaci ed efficienti possibili

Caffè e capsule: Il caso Lavazza

12 settembre 2018

“Nero come il demonio, caldo come il fuoco, puro come un angelo, dolce come l’amore”

Charles Maurice de Telleyrand-Périgord

Nonostante l’Italia non produca caffè, l’espresso è uno dei simboli del nostro Paese, grazie a una secolare storia di innovazione tecnologica per la preparazione di questa bevanda. Tuttavia, l’innovazione più recente, il caffè in capsule, è stata introdotta da un’azienda Svizzera, la Nestlè.
Nel corso degli ultimi anni il consumo di caffè in capsule o cialde è cresciuto a ritmo sostenuto, ma a trarre benefici da ciò è stato principalmente il brand che ha introdotto per primo il sistema delle capsule di caffè: Nespresso. Nello stesso periodo è cresciuta l’attenzione dei consumatori verso l’ambiente e il commercio equo e solidale.
L’obiettivo della ricerca quali-quantitativa condotta da Flaminia Lentini, Thomas Lizzi e Diletta Schito, è quello di analizzare a fondo il mercato del caffè per comprendere come un’azienda italiana come Lavazza possa sfruttare i trend emergenti al fine di conquistare una posizione di leader anche nel mercato delle capsule.
Attraverso le analisi si è individuato un posizionamento lasciato scoperto dai principali brand sul mercato, con dei segmenti di consumatori interessanti ma non ancora ben serviti. È stato quindi elaborato un prodotto con le relative indicazioni per il lancio per andare a coprire questo vuoto d’offerta.