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Il cinema del futuro: c’è una risposta al fenomeno dello streaming?

20 luglio 2018

Oggi i film si vedono anche su cellulari, lo so, e la tecnologia continuerà a evolversi. Io però sono convinto che la sala esisterà ancora, perché la gente ha bisogno di stare insieme, condividendone la stessa esperienza e traendone energia per andare avanti.

Robert Redford

L’epoca del digitale nella quale viviamo, dove ciascuno di noi è costantemente connesso, influenza inevitabilmente molti aspetti della nostra vita quotidiana: le abitudini cambiano, i ritmi accelerano, abbiamo a disposizioni infinite informazioni e la possibilità di accedere a ogni contenuto. In questo contesto la sala cinematografica si trova a dover fare i conti con tutti questi aspetti, domandandosi se con le sue attuali caratteristiche possa sopravvivere, o se dovrà lasciare il posto allo streaming, diventato, negli ultimi anni, nemico per eccellenza del cinema. Tre studenti di Marketing Management dell’Università Bocconi, Marta Franelli, Andrea Francesco Monti e Martina Vanotti, hanno cercato di rispondere a queste domande; il principale obiettivo prefissato è quindi stato quello di scoprire se e in che modo il cinema potrà sopravvivere. Questo obiettivo è stato perseguito attraverso ricerche desk, per comprendere al meglio la situazione del cinema e dello streaming, ricerche qualitative, per indagare le percezioni dei consumatori con riguardo alla loro esperienza e una ricerca quantitativa, che attraverso analisi statistiche ha permesso di comprendere a fondo tutto ciò che ruota attorno all’esperienza-cinema degli intervistati, ricavandone dati interessanti che hanno costituito la base e il supporto per una serie di interventi di miglioramento proposti.

 

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Centri wellness: come attrarre i giovani

19 luglio 2018

“Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.”

Jim Rohn

L’obiettivo di questo lavoro è di comprendere per quali ragioni i Millennials non sono propensi a recarsi nei centri benessere e in che modo si possa incrementare il loro coinvolgimento verso questo tipo di attività.

Al giorno d’oggi i modi in cui si può passare il proprio tempo libero sono i più disparati e il ventaglio di attività tra cui scegliere è sempre più ampio. I giovani vogliono passare del tempo insieme e dedicarsi al relax, tuttavia, esistono dei freni che non li spingono a frequentare i centri benessere: costi, bias, lontananza, affollamento.

La ricerca condotta da tre studenti di Marketing Management dell’Università Bocconi, Martina Cugliari, Alberto Gualeni e Stefano Mangini, si è focalizzata sull’analisi dei Millennials tramite una prima ricerca qualitativa e una successiva ricerca quantitativa. Queste ricerche hanno permesso di suddividere i rispondenti in cluster, in base ad esigenze e interessi simili, per rendere possibile l’attuazione di una strategia volta ad attrarre tali gruppi di consumatori nei centri Wellness.

Il cuore della strategia consiste nella creazione di piccoli centri benessere in grado di rispondere in modo più accurato alle esigenze dei singoli, riducendo la confusione interna ai centri e costruendo loyalty.

LA MUSICA, TRA STREAMING E RADIO

4 luglio 2018

“La vera musica è tra le note.”

WOLFGANG AMADEUS MOZART

I settori creativi sono, oggi ancor più che in passato, caratterizzati da continui mutamenti nelle condizioni di contesto e da problemi riguardanti la proprietà intellettuale e la monetizzazione delle opere dell’ingegno.
Essendo fortemente “creativity-based”, l’industria musicale e quella radiofonica non sono esenti da problematiche simili, le quali complicano, ma allo stesso tempo rendono più interessante, l’analisi delle relative dinamiche e prospettive future.

La ricerca quali-quantitativa realizzata da tre studenti dell’Università Commerciale Luigi Bocconi (Gabriele Meroni, Romeo Peluso e Antonio Emanuele Spena), si pone l’obiettivo di comprendere la natura dei rapporti competitivi tra lo streaming musicale e la radio, indagando la sostituibilità tra i due strumenti nella percezione degli utenti dello streaming appartenenti alla generazione dei Millennials.

Il lavoro è stato condotto senza assumere il punto di vista di un’azienda specifica, preferendo ad esso una visione d’insieme, dedicando però, talvolta, un’attenzione particolare nei confronti dei servizi più conosciuti dagli informant.
Le diverse tecniche di analisi quantitativa hanno consentito di trovare soluzioni partendo dall’ascolto della “voice of customer”, cercando di interpretare e soddisfare le esigenze espresse dai clienti alla luce del delle dinamiche di mercato che con buone probabilità potrebbero interessare il settore dello streaming musicale e della radio in futuro.

 

I VIAGGI SPAZIALI PER LA MASSA

26 giugno 2018

“To be the first to enter the cosmos, to engage, single-handed, in an unprecedented duel with nature—could one dream of anything more?”

Yuri Gagarin, Russian Cosmonaut

Il settore dei viaggi aerospaziali ha subito negli ultimi anni un profondo processo di cambiamento e oggi più che mai appare interessante esaminare e comprendere i trend che ne guidano lo sviluppo.

La ricerca quali-quantitativa condotta da tre studentesse di Marketing Management dell’Università Bocconi, Camilla Bergamasco, Giulia Bertoluzza e Prisca Borgetti, ha lo scopo di studiare il posizionamento dei viaggi spaziali nelle strutture cognitive del consumatore, così da individuare il profilo tipo del cliente e la composizione ottimale dell’offerta.

L’obiettivo viene raggiunto attraverso l’analisi delle caratteristiche e del comportamento dei consumatori futuri (Millennials) per identificare le esigenze della domanda e le possibili dinamiche evolutive del settore.

CULINARY REVOLUTION : i canali decisionali e l’importanza delle guide gastronomiche

17 gennaio 2018

“Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte.”

Francois De La Rochefoucauld

L’obiettivo di questa ricerca è innanzitutto inquadrare una realtà oggi in forte crescita: il mondo dell’enogastronomia italiana e tutto ciò che gli ruota attorno. In passato lo strumento principe per scegliere un ristorante era la guida gastronomica. Oggi si consulta TripAdvisor direttamente dallo smartphone: in pochi secondi si sfogliano le foto dei piatti e si leggono le recensioni degli altri utenti. I confini tra un ristorante tre stelle Michelin e un locale street food gourmet sono sempre più labili e il palato dei consumatori diventa sempre più fino.  A causa di questa miscellanea di tendenze ed evoluzioni nel mondo della ristorazione è necessario fare ordine in un mondo di confusione. Uno dei più grandi gap a cui dare una risposta è quindi il ruolo delle guide gastronomiche al giorno d’oggi e indagare quale sarà il loro posto nel futuro prossimo. Come possono, le guide, evolversi in un mondo che va sempre di più verso l’opinione degli utenti, la condivisione e la consumer creation dei contenuti? Come si reagisce al colosso Tripadvisor che guadagna sempre più terreno?

Scopriamo tutto ciò nell’interessantissima ricerca di Aura Di Flaviano Padula.

Inksight Tattoo Project

22 settembre 2017

Il tatuaggio è un’opera eterna su un supporto effimero.”

Pascal Tourain

Il tatuaggio è una pratica particolare quanto antica. Vi sono tracce di tale tecnica di decorazione del corpo che risalgono fino a 3000 anni Avanti Cristo, con la prima mummia Ötzi ritrovata in Italia, portatrice di ben 61 tatuaggi, per non parlare del significato che rivestiva nell’Antica Roma, attraverso i quali era possibile identificare a quale esercito appartenesse un soldato in battaglia. In Italia in particolare, il tatuaggio ha sempre rivestito un’importante funzione religiosa, fin dai tempi delle Crociate.

Ad un certo punto però, in Europa, il tatuaggio comincia ad essere visto come un simbolo di marginalità sociale. Anche per questo motivo, perciò, ancora oggi tatuaggi e lavoro non vanno a braccetto: sebbene in Italia non esista alcuna legge che vieti i tatuaggi nel mondo del lavoro (eccetto per alcune regolamentazioni previste per le forze dell’ordine) è possibile che questi ultimi determinino una sorta di discriminazione sul posto di lavoro. I tatuaggi nell’immaginario comune possono infatti essere assimilati a forme preoccupanti di ribellione. C’è però una buona notizia: tale pregiudizio è legato solo ad alcuni ambiti lavorativi. In determinati settori, ritenuti più giovanili, la presenza di tatuaggi è considerata assolutamente meno incisiva.

Oggi il tatuaggio è tornato, diventando la passione del momento. La pelle degli italiani è sempre più decorata: quasi sette milioni di persone, circa il 12.8% della popolazione, si tatuano indelebilmente (studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità).

 La ricerca condotta dai tre studenti di Marketing Management dell’Università Bocconi, Maria Beatrice Casarosa, Giulia Flagella e Alfredo Valerio, ha lo scopo di identificare quali siano i principali driver di soddisfazione sottostanti all’esperienza del tatuaggio. Il fine ultimo della ricerca è quello di lanciare un portale web, che possa accompagnare il cliente durante l’intero arduo processo di scelta del tatuatore. Per ottenere tale risultato sono stati indagati i benefici ricercati da giovani tatuati di età compresa tra 18 e 35 anni. L’indagine è stata strutturata principalmente in due fasi tra loro complementari: una di emersione di nuovi insight attraverso ricerche qualitative, focus group e interviste in profondità, e una di approfondimento, sfruttando un questionario quantitativo, sottoposto a 440 rispondenti.

Da tale ricerca è emerso quanto sia elevato il coinvolgimento associato alla scelta del tatuatore. Essendo infatti un’esperienza unica e molto personale, il rischio percepito da chi deve tatuarsi, soprattutto se per la prima volta, è altissimo. Da qui l’obiettivo primario di accompagnare e quindi facilitare un processo di scelta, molto critico e delicato, fornendo agli utenti del portale web la possibilità di lasciare feedback ed opinioni, raccontare la propria esperienza, tenersi aggiornati sulle ultime novità del settore e condividere con gli altri, tramite anche l’utilizzo dei social, i risultati finali.

Il futuro delle agende cartacee in un mondo digitale

27 agosto 2017

«…La scrittura per me è un tentativo disperato di preservare la memoria. I ricordi, nel tempo, strappano dentro di noi l’abito della nostra personalità, e rischiamo di rimanere laceri, scoperti» 

Isabel Allende

Per quanto il mondo si stia progressivamente digitalizzando, un sostanziale numero di giovani under-30, utilizza ancora supporti cartacei per la pianificazione della propria giornata. L’obiettivo della ricerca è stato infatti quello di individuare un futuro per i supporti cartacei come appunto le agende.
L’analisi si è voluta concentrare in particolare su un target giovanile, andando a comprendere quali siano le caratteristiche dei giovani riguardo il loro modo di utilizzare le agende o i devices tecnologici per memorizzare ed organizzare i propri impegni quotidiani. Dopo aver indagato quali siano le preferenze sui possibili attributi delle agende, si è riusciti ad identificare quattro cluster di clienti, che potessero rappresentare quattro diverse tipologie di utilizzatori di agende.
Successivamente l’indagine riguardo la percezione del brand Moleskine da parte dei consumatori, ed il suo confronto con i brand competitor, ha portato ad inaspettati riscontri come la consapevolezza che alcune caratteristiche quali la leggerezza o la possibilità di ricaricare i fogli interni, abbiano una maggior importanza percepita rispetto al brand.

Con l’obiettivo di togliere quote di mercato ai competitor nel mercato femminile e penetrare in quello maschile (più sensibile alla digitalizzazione), sono stati proposti due profili di offerta. Ciò che li differenzia è la possibilità di scrivervi anche con la Smartpen, un device già lanciato da Moleskine, che al momento non risulta ancora molto conosciuto in Italia ma che la nostra analisi conferma vincente da un punto di vista di concept.